benessere, cambiamento, scelte

Cosa ho imparato dal giardinaggio e da un aperitivo al sole

Finalmente la primavera è arrivata!

Da qualche anno mi sto sperimentando in un’attività per me nuova: il giardinaggio da terrazzo.

Nell’approcciarmi a questa nuova “impresa”, il mio obiettivo iniziale è stato questo:

voglio far sopravvivere le mie piantine!

Per evitarmi di doverle acquistarle nuove ogni anno. E perché  trovavo veramente triste lasciarle morire, dopo che mi avevano rallegrato per un’intera stagione con i loro colori.

A quel punto, ho iniziato a prendermene cura con più attenzione: a scegliere una posizione adatta per l’estate e una per l’inverno; a proteggerle da condizioni climatiche pericolose per loro; ad adeguare la quantità d’acqua alla loro fase vegetativa (e stagionale) …

Così, con l’andare del tempo, ho pensato di potermi dare un obiettivo più ambizioso: non mi bastava più farle sopravvivere. Avrei voluto vederle fiorite, rigogliose e produttive. In grado di rendere di nuovo bello ed accogliente il mio terrazzino (…sì, è proprio quello che si intravede nella foto…)

Ed è così che ho scoperto l’arte della potatura

Lungi dal voler sembrare un’esperta nel campo delle potature, nella mia breve esperienza ho imparato questo:

1. per tagliare qualcosa ci vuole coraggio. In fondo, la lama della cesoia non è un oggetto “amichevole”. E – in più- c’è l’aggravante dell’errore: la potatura è un gesto definitivo e di fronte alle azioni definitive ci chiediamo sempre : e se poi taglio il ramo sbagliato?

2. è fondamentale saper riconoscere i rami secchi da quelli vitali. Non bisogna fermarsi alle apparenze. Alle volte i rami che sembrano morti danno soddisfazioni (e fioriture) insperate. Altri rami – che presentano ancora diverse foglie – si rivelano per quello che sono realmente (secchi) solo qualche settimana più tardi… Nel frattempo, noi li abbiamo conservati, annaffiati, curati… per nulla! Destinando a loro energie ed attenzioni che avrebbero dato migliori riscontri altrove

3. la potatura è realmente efficace se è fatta nel momento giusto. Se poteremo la nostra pianta primaverile prima dell’inverno, assisteremo ad un’esplosione di germogli prima e di boccioli colorati poi. Se tentenneremo, aspettando che cada da sola anche l’ultima foglia, avremo una pianta viva ma non rigogliosa, che difficilmente potrà darci dei fiori.

Raccontavo tutto questo alla mia amica Gioia pochi giorni fa, durante un aperitivo al sole.

Mentre lei mi parlava del suo #puntodisvolta: una relazione che ha scelto di chiudere dopo lunghe riflessioni. Si era accorta che quella relazione era esaurita. Le aveva dato molto ma – ad un certo punto – si era bloccata, rimanendo per troppo tempo uguale a se stessa. Non aveva più margini di crescita.

Mentre ascoltavo con attenzione il suo racconto, la osservavo: non vedevo Gioia da qualche mese e l’ho trovata solare e rigogliosa, vitale e pronta a fiorire di nuovo.

Sarà stato il sole, la primavera o la potatura?

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