cambiamento, COACHING

Quando un percorso di coaching finisce con un bicchiere di champagne…

Solo una settimana fa mi trovavo da un cliente e – alle 11.00 circa del mattino – stavo brindando alla conclusione di un percorso di coaching.

(si, avete letto bene: erano le 11 del mattino!)

E per “brindando” intendo dire letteralmente: alzare e toccare i bicchieri riempiti con delle deliziose bollicine (come quelle che vedete nella foto) per festeggiare i risultati raggiunti.

Non vi nascondo che vedere arrivare M. – il protagonista di questa storia- con la bottiglia in mano è stata una sorpresa inaspettata.

“Per me si tratta di una conquista da festeggiare: ho scoperto aspetti di me che non pensavo di avere. Ho provato a me stesso di saper fare cose che non credevo mi appartenessero”.

Come è successo?

Questa è stata la domanda che mi ha accompagnato nell’ultima settimana, ripercorrendo il lavoro svolto con M in questi mesi.

Queste sono le risposte che mi sono data :

Fin dall’inizio di questo percorso, ci sono stati dei presupposti di sicuro successo:

Da parte di M

  1. La convinzione che sia arrivato il momento di #cambiare qualcosa : per necessità (non si può fare altrimenti); perché glielo richiede la situazione che vive (lavorativa o familiare); o per desiderio di benessere (se il persistere nello stato iniziale lo fa stare male). Insomma: sapere di essere ad un #puntodisvolta
  2. L’apertura a raccontarsi con sincerità, con la sicurezza che il coach manterrà la riservatezza più assoluta sui racconti, anche confidenziali
  3. La disponibilità a “ricominciare“, a sentirsi “come se fossi tornato alle scuole elementari anche se ho 50 anni”: in altre parole a sperimentare modi diversi di fare le cose, soprattutto quelle più consolidate e spontanee.

 

Da parte mia

  1. La sintonizzazione : il risultato finale è il prodotto di tutti gli elementi precedenti, potenziati della relazione tra il coach ed il coachee. Non c’è una regola fissa. La relazione si armonizza di volta in volta. Guidando. Seguendo. Accompagnando. Sostenendo. Sfidando.
  2. “Fare il tifo per lui” ovvero: la fiducia nel fatto che ogni persona abbia in sé le risorse necessarie per il proprio miglioramento. Si tratta solo di intercettare le leve e gli #strumenti più efficaci per facilitarla nel suo percorso
  3. l’attenzione costante a cogliere spunti di riflessione e opportunità di apprendimento in ogni detto e non-detto: i grandi progressi non si conquistano con gesti eclatanti. Ma lavorando sulle piccole abitudini

 

E tu? Hai mai intrapreso un percorso di coaching?

 

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